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WESAK 2025 – PLENILUNIO DI TAURUS

ORIONE, TAURUS E LE PLEIADI

Cos’è il Wesak?

Il Wesak è la festa spirituale più importante dell’anno, nella quale la Gerarchia Spirituale e l’Angelo Solare fanno uno sforzo straordinario per entrare in rapporto con l’umanità e di conseguenza, se vogliamo, anche noi dobbiamo fare il massimo sforzo per stabilire il rapporto. Durante il Wesak è come se si aprisse una porta fra la Terra e il Cielo, attraverso la quale passa la Luce, ossia un’energia che ci permette di vedere nel buio e nella confusione della sostanza materiale che pervade tutto il nostro pianeta, aiutandoci così a fare delle scelte giuste. La Festa del Wesak, celebrata in coincidenza con il plenilunio del Toro, è strettamente collegata al tema dell’Illuminazione e, quindi, alla Cultura, intesa come “Culto di Ur”, ovvero “Culto della Luce e del Fuoco”: la Cultura dovrebbe essere sempre l’espressione di un pensiero che produce Luce. Il potere della Luce è quello di illuminare tutti i luoghi oscuri della nostra mente, dei nostri rapporti, della società, e renderli chiari, visibili e trasparenti; sacrificare la “parte” significa, dunque, in primo luogo, mettere luce sugli automatismi della separatività e dell’egoismo della nostra vita quotidiana.

Perché il Wesak 2025 è un momento importante.

Quest’anno il Wesak assume un significato ancora più profondo: ci troviamo infatti in un anno definito Gerarchico. Come scrive in Maestro D.k., “l’Assemblea generale della Gerarchia (che si tiene ogni secolo) del 2025, vedrà molto probabilmente, la definizione della data del primo stadio dell’esteriorizzazione della Gerarchia.” (1)

Comprendiamo, dunque, quanto sia essenziale questo momento per l’Umanità Una. Gli Aspiranti, i Discepoli, gli Iniziati e il Nuovo Gruppo di Servitori del Mondo sono chiamati a partecipare consapevolmente, unendo la propria coscienza a quella dell’intera Gerarchia. In questo grande atto spirituale collettivo, ognuno può offrire il proprio contributo di Volontà di Bene, Amore e Luce.

Tenere la mente salda nella Luce

Il Maestro Tibetano lo ricorda più volte nei suoi insegnamenti: ”Tenere la mente salda nella luce”  è un principio fondamentale del Raja Yoga.

Questa riflessione ci invita a riconoscere che, nella quotidianità della vita, la mente – se lasciata a sé stessa- tende a offuscarsi, generando confusione e disordine interiore.

È una condizione abituale, che molti sperimentano senza accorgersene, immersi nel flusso continuo dei pensieri e delle attività quotidiane. Proprio questo trambusto mentale ci impedisce di accedere alla chiarezza, alla vera illuminazione, escludendo la Luce.

Imparare a pensare davvero significa, paradossalmente, smettere di pensare come siamo abituati a fare. Si potrebbe dire, quindi, che il primo compito sia non pensare. Per questa via si riconosce che, oltre lo strato inferiore – attivo e disordinato – della mente, ne esiste un altro: uno strato superiore, limpido, silenzioso, ricettivo al pensiero elevato, che può riflettere le luci più alte solo quando la mente inferiore si quieta.

Si scopre, dunque, che la mente, come ogni altra cosa manifesta, è duplice. Se lo strato inferiore e concreto non è calmo, le luci alte del pensiero non vi si specchiano e restano ignorate.  Occorre quindi imparare a placare i moti della mente inferiore. Come? Da millenni gli uomini si pongono questa domanda, spesso senza attendersi una risposta. Il problema, che a prima vista sembra di facile soluzione, si rivela in realtà molto complesso. La difficoltà principale risiede nel fatto che, se si “pensa di non pensare”, si finisce inevitabilmente per generare una nuova corrente mentale, che agita proprio ciò che si vorrebbe placare. In altri termini, si continua a usare l’energia mentale in modo centripeto e personale.

Molti Maestri appresero questa lezione quando erano a loro volta allievi, e in seguito hanno trasmesso preziosi insegnamenti e consigli. Da tali esperienze sono nate vere e proprie scuole di pensiero. Come raggiungere, allora, questo stato che si definisce “mente salda nella luce”? In termini semplici e comprensivi, il problema si affronta così:

  1. a) si osserva, con distacco, il trambusto mentale, quale che sia, senza nulla fare per calmarlo.
  2. b) Si trasferisce l’attenzione altrove.

Il segreto sta in quest’ultima parola: altrove. Dapprima quel sito è introvabile, poi esistente ma instabile, infine si rivela per la più salda delle posizioni.

Per imparare a pensare veramente bisogna evitare di pensare. (2)

Una pratica per avvicinarsi al Wesak 2025

Ogni giorno, anche solo per qualche minuto:

  • Sospendi, se puoi, il lavoro esteriore.
  • Porta l’attenzione al cuore, e senti la Luce della Comunione.
  • Lascia andare ogni sforzo personale e riconosci che agisci interiormente, insieme alla Comunità spirituale e al Nuovo Gruppo di Servitori del Mondo, quale unico Servitore Planetario.
  • L’Opera è coinvolgente, mentale, libera, variabile.
  • Si segue il pensiero planetario, e nello stesso tempo si è pensati.
  • La noia dovuta all’ozio esteriore e il trambusto del pensiero ordinario scompaiono.

È questa la contemplazione attiva, il vero lavoro dell’anima che emerge dal profondo, e dona pace, chiarezza, direzione.

“Come si genera una fonte di luce, nello Spazio?”

Applicando i principi della psico geometria, la risposta è semplice e chiara:

Ogni centro esplode luce qualificata, altrimenti non sarebbe un centro

LA LUCE SI VIVE E SI PERCEPISCE NELLA MENTE E NEL CUORE

Sole e Luna: quale cammino scegli?

La nebbia acceca l’occhio terreno, ma chi
osserva le realtà della vita
vede anche il fluire degli eventi.
Le Nostre Porte, se superate, si aprono su ricchezze indicibili.
Ogni raggio dorato del sole è uno scudo
alla luce lunare riflessa sulla terra.
Bisogna scegliere fra i sentieri del sole e della luna.
Il sole riempie il giorno di prodigi.
La luna crea fantasmi effimeri.
Camminate a occhi aperti nella luce del sole,
e il vostro giorno diverrà una favola meravigliosa
(Foglie del giardino di Morya, Appello n.157)

Ogni scelta è un sentiero: il Sole illumina con chiarezza, la Luna riflette immagini effimere. Il Wesak ci invita a camminare a occhi aperti nella Luce del Sole, riconoscendo la meraviglia del giorno e l’invisibile presenza dell’anima che guida.

Tratto da:

(1) Esteriorizzazione delle Gerarchia di Alice Bailey
(2) Tratto e rielaborato da “Comunione” di Enzio Savoini)

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