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UN PASSO PREZIOSO: L’AUTODETERMINAZIONE

Ogni giorno ci troviamo a scegliere.  Decidiamo quale vestito indossare prima di uscire, cosa mangiare a colazione, se muoverci in auto o coi mezzi pubblici.  Scegliamo una persona per la vita, una casa, se avere figli o non averne…Scegliamo se e dove recarci in vacanza, e con chi. La vita scorre tra mille incognite, ma la scelta rimane una presenza costante,  che modula la qualità delle nostre esistenze.  Ma esiste un ambito molto particolare e importante,  del quale la maggior parte delle persone pare non preoccuparsi: le scelte relative alla propria salute,  e in particolare l’auto determinazione per ciò che riguarda i percorsi di malattia e il fine vita. Ciò significa che evitiamo di prenderci cura dell’unica cosa di cui siamo certi, ovvero della nostra morte. Tutti sogniamo di vivere un centinaio di anni, possibilmente godendo di buona salute,  per poi addormentarci per sempre,  romanticamente accuditi dai nostri familiari. 

Ma i numeri relativi allo stato di salute della popolazione italiana (allineata a quello degli altri paesi occidentali) racconta una realtà molto diversa; chi sopravvive ad eventi acuti o oncologici, probabilmente sarà destinato a soffrire di qualche patologia cronica e a dipendere da un numero sempre crescente di farmaci.  La maggior parte delle persone si affida senza dubbi alla moderna medicina allopatica,  nella speranza che esista sempre una soluzione esterna in grado di rimediare a qualsiasi cosa possa accadere, magari in conseguenza di comportamenti scorretti (alimentari,  ma non solo…) reiterati per anni. Coltiviamo pessime relazioni,  mangiamo troppo e male, ci crogioliamo in dipendenze come fumo e alcool ( ma non solo…), per poi trovarci, nemmeno troppo vecchi, a constatare di aver impiegato piuttosto male il nostro tempo di vita; comunque sia, contiamo sul fatto che esista qualcuno in grado di farci stare meglio,  senza che si debba cambiare lo stile di vita che ci ha condotto alla situazione in cui ci troviamo. 

L’autodeterminazione dovrebbe riguardare, innanzitutto,  il fatto di assumersi la responsabilità di sé stessi riguardo alle scelte quotidiane; al giorno d’oggi l’ignoranza é una scelta,  esiste il modo di informarsi riguardo agli stili alimentari e ai danni prodotti da intossicanti esogeni.  Un atteggiamento di questo tipo rappresenterebbe un tassello fondamentale nella vera prevenzione,  e ci consentirebbe di avvicinarci all’età adulta e poi anziana in salute migliore.

Esiste poi un’autodeterminazione nel caso in cui,  nonostante la nostra cura nei confronti di noi stessi,  dovessero comparire patologie che evidentemente eravamo destinati ad attraversare, ad esempio per ragioni karmiche; non possiamo scegliere ciò che ci accade, ma sicuramente possiamo decidere come affrontare ciò che la vita ci porta in sorte.  Diventare quindi attori protagonisti anche in caso di malattia, e non affidarsi ciecamente ad una medicina che da decenni ha perso di vista l’essere umano nella sua interezza; la pianificazione condivisa delle Cure (PCC) ci consente di decidere,  con l’aiuto dei sanitari curanti (ai quali é richiesta una grande onestà intellettuale) ciò  che desideriamo per noi in termine di trattamenti e terapie. In tal modo saremo in grado di non oltrepassare il nostro “confine di dignità “, anche al fine di evitare cure inutili e sproporzionate alle nostre condizioni,  che rischierebbero di trasformarci in cavie inconsapevoli.

Un altro prezioso strumento di autodeterminazione é rappresentato dalle DAT (dichiarazioni anticipate di trattamento), che ci consentono, in un momento di benessere e con il supporto di persone esperte, di decidere ciò che vorremmo per noi nel caso capitasse qualcosa che ci portasse via la capacità di decidere (gravi traumi cranici, ipossie cerebrali post arresto cardiaco, etc). Attraverso l’espressione scritta depositata presso il comune di residenza,  possiamo tutelare noi stessi da inutili accanimenti e sollevare le persone che ci amano da difficili decisioni.

Certamente questi argomenti possono portare grandi resistenze dentro se stessi!

Roberta Colonna

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