I rapporti di lealtà tra i Discepoli rappresentano il fondamento su cui edificare il Ponte verso il Tempio della Gerarchia. Non si tratta di un percorso semplice: è necessario che la personalità si inchini alla Coscienza, all’Angelo Solare.
Per comprendere meglio cosa significhi costruire il rapporto tra Discepoli e Gerarchia, iniziamo dal significato etimologico della parola Gerarchia:
Dal greco tardo ierarchìa, composta da ieròs (sacro) e archìa (guida, governo).
- Ieròs deriva da iseròs, radice indoeuropea IṢ–, che esprime l’idea della ricerca del rapporto con il divino. La consonante [s] in IṢ– suggerisce, secondo F. Rendich, l’idea di “legame” (Dizionario etimologico comparato delle lingue classiche indoeuropee, Palombi Editore, 2010, pp. LV-LVI).
- Archìa deriva dal verbo archein – “governare” (nel modo transitivo) o “cominciare” (nel modo intransitivo) – collegato alla radice indoeuropea ARH-, che esprime l’idea di “essere il primo per valore”, “meritare”: arhat in sanscrito è “colui che è degno”, venerabile e perfetto. Tale radice nasce da una composizione della fondamentale radice AR-, che indica il moto per unire. (3)
Entrambi i termini pongono dunque l’accento sul concetto di unione.
Gerarchia significa: guida al rapporto con il divino (1)
La Lealtà nella Vita del Discepolo
Lealtà è una parola che deriva dal latino legalitas, ossia “legale”, secondo la legge: indica quindi chi obbedisce alle Leggi.
Per un discepolo, però, si tratta di elevare questa lealtà a una ottava superiore, trasformando la lealtà della personalità in obbedienza alle Leggi Universali.
È bene comprendere il gioco delle azioni e reazioni. In verità ogni giorno le azioni crescono e coinvolgono altri strati. È inoltre bene che sappiate con quanta cura il Principe del Mondo si dispone a una nuova battaglia in tutte le regioni. Perciò qualsiasi gesto di lealtà assume valore: la vera devozione è troppo rara nel Mondo, e ogni suo germoglio deve essere incoraggiato. (4)
C’è una lealtà esoterica, diversa dall’ordinaria lealtà del mondo. (5)
La lealtà è di immensa importanza: crea una catena di cuori e trasforma il Caos in arterie spaziali coscienti. (6)
La lealtà si identifica con l’essenza della fedeltà, che è una lealtà, chiamata Adamante, in antico. Costanza, lealtà e incrollabile fermezza riparano dal dubbio, dall’esitare, dal tradimento.
Il Pensatore consigliava:
“Ricordate che la lealtà è uno scudo attendibile” (7)
Il Discepolo, nel suo cammino quotidiano, è chiamato a coltivare alcune qualità che testimoniano il suo rapporto di lealtà con il Divino:
“Ci sono molti segni per valutare la lealtà di un discepolo. Uno è la persistenza di cui dà prova in ogni campo — se resta saldo fra bufere e tempeste, se non teme di proseguire il cammino designato, nonostante i complotti e sotto il lancio di pietre.”
Nonostante tutto ciò che accade, io rimango saldo.
Il cammino verso la Luce è irto di difficoltà.
Le prove cui è sottoposto il Discepolo sono molteplici, ma è solo attraverso i conflitti interiori che la coscienza si espande. Applicando la conoscenza nell’esperienza quotidiana, si determina la crescita della coscienza Ignea. Il Maestro attesta che le bufere e le tempeste vanno affrontate, ed indica che il Sole diventa più luminoso dopo un temporale.
“Un altro segno è l’invincibilità della sua fede, quando la via indicata dalla Gerarchia è l’unica possibile.”
La Fede, intesa come fiducia profonda nella Vita e nella Gerarchia, va oltre la semplice speranza: è questa vera Fede che amplifica la nostra invincibilità.
“Solo accettandola si ottiene la corona del successo.”
Questa particolare predisposizione alla “fede è la leva che consente di penetrare nello spirito umano”. Comprendendone il vero significato si può aderire all’Infinito.
“La grande leva della fede aiuterà lo spirito a trovare il suo sentiero.
La fede indica lo sforzo verso il Maestro.”
La forza dei legami leali
“Nel verificare i segni della fedeltà si deve osservare come si sviluppano i mutui rapporti. Dovete riconoscere la grande importanza di un nucleo di due o tre discepoli resi forti dal rispetto ardente per la Gerarchia e vicendevole. Questi sono sintomi che denotano un’ardente lealtà alla Gerarchia.”
L’impegno ardente condurrà alla bellezza illimitata!
I rapporti sono le fondamenta della costruzione armonica di tutto ciò che tende all’armonia. Quando le relazioni sono fondate sulla coscienza e non sulla personalità, aiutano a rendere la costruzione ritmica ed equilibrata, manifestando la vera Bellezza.
“La lealtà fra amici e collaboratori è garanzia di devozione alla Gerarchia.”
“Un nucleo di due o tre amici che collaborano può rivelarsi come il supporto più solido per grandi opere.”
Comprendiamo che i rapporti sono funzionali alla crescita degli organismi di cui facciamo parte, ed esprimere noi confronti degli altri sincerità e franchezza, illumina la nostra direzione di Vita, che diventa consapevole e diretta versa la meta, il principio di armonia. Il Maestro ci suggerisce la via della cooperazione basata sulla legge dei giusti e retti rapporti.
Il giusto favoritismo
Un concetto spesso frainteso dalla personalità è quello del favoritismo, che nel pensiero Igneo del Maestro assume un significato completamente diverso:
“… a proposito del giusto favoritismo, nome con cui Noi alludiamo ai legami di spirito e di cuore.”
Qui ci addentriamo nelle profondità del Cuore e dello Spirito, legami così profondi che non vincolano ma anzi elevano alla libertà di coscienza, alla limpidezza armonica che può manifestarsi solo attraverso la Bellezza della verità.
“Così si forgia la catena di lealtà che inevitabilmente trascina in alto. Sulla via del Mondo del Fuoco sappiate riconoscere la bellezza della lealtà. Questo mirabile sentiero esclude quel veleno aggressivo che Noi chiamiamo corruzione e perversione spirituale. Queste ulcere sono immensamente più gravi delle ulcere fisiche.”
La lealtà sradica la corruzione e la perversione, ferite profonde che appesantiscono il Cuore, e che portano alla separatività, “la separazione, sia chiaro, non è un’Idea, è soltanto un gravissimo errore. Non ha esistenza reale, è una falsità concettuale, una sorta di vaso di Pandora, dal quale fuoriescono tutte le calamità umane. Perché l’uomo, mentre guarda il Cielo, pensa di esserne separato? Tramite gli occhi il Cielo entra in lui, si diffonde nel suo cervello, agisce sul sistema nervoso, sostiene il cuore. Dove sta la separazione?”. (1)
Il discepolo deve essere LEALE con sé stesso e con tutti coloro con cui entra in rapporto, è deve cercare di conoscere il Piano Gerarchico, rispettare le Leggi e ricercare la verità, ossia in sintesi; vivere ed esprimere nella vita quotidiana le qualità della propria coscienza, manifestando il proprio Sé superiore, per essere un vero esempio di bellezza.
Come la bruttezza è carenza di Bellezza, così la separazione è scarsità di Comunione. (2)
Pertanto guardando il nostro Fratello con gli occhi del Cuore, applichiamo nella nostra vita la sincerità adamantina che svela la radianza della Lealtà sopra le ombre della divisione.
“Apprezzate la lealtà, sulla via del Mondo del Fuoco.”
Fonti:
- (1) Mondo del Fuoco V.3 § 80 – Agni Yoga
- (2) Infinito 1 – Agni Yoga
- (3) Glossario – The Planetary System (*)
- (4) Dispense Centro Ricerche Urusvati – “Comunione”
- (5) Mondo del Fuoco V.2 § 317 – Agni Yoga
- (6) Cuore § 46 – Agni Yoga
- (7) Sovramundano IV § 858 – Agni Yoga

