Nel caso in cui il principio vitale si ritira dal corpo, criterio che interessa l’uomo ordinario, l’anima non ha parte molto attiva nel processo di morte: il suo contributo si limita a decidere il termine dell’incarnazione, in vista del prossimo ritorno al mondo fisico. I “semi della morte” sono inerenti alla forma e si dimostrano come malattia o senilità (tecnicamente intesa), ma l’anima persegue i propri interessi sul suo piano finché l’evoluzione non giunge alla situazione in cui l’integrazione e lo stesso rapporto tra l’anima e la forma, siano così reali che l’anima s’identifica profondamente con la sua espressione manifesta. Si può dire che allora l’anima è, per la prima volta, veramente incarnata, veramente “discesa in manifestazione” con tutta la sua natura. Questa è una verità poco compresa e poco nota.
Infatti per le prime incarnazioni e per la gran parte del ciclo dell’esperienza vitale l’anima ha scarso interesse per quel che accade. La redenzione (o sacralizzazione) della sostanza di cui sono fatte tutte le forme segue il suo corso naturale, e la forza che all’inizio governa è il “karma della materia”; le succede poi il karma generato dalla fusione fra anima e forma, nel quale la prima ha (all’inizio) scarsissima responsabilità.
Ciò che avviene nel suo triplice involucro è necessariamente effetto delle tendenze inerenti alla sostanza.
Ma con il susseguirsi delle incarnazioni la qualità egoica entrostante gradualmente evoca la coscienza, e tramite la coscienza si è condotti all’uso della discriminazione. A mano a mano che la mente assume il potere, la coscienza stessa si desta appieno. Il primo sintomo ne è il senso della responsabilità, il quale a poco a poco induce l’anima a identificarsi sempre meglio con il suo veicolo, il triplice uomo inferiore. Allora i corpi si affinano; i semi di morte e di malattia sono meno virulenti; cresce la percezione interiore dell’anima e viene l’ora in cui il discepolo-iniziato, quando muore, è per suo volere spirituale o per necessità di karma di gruppo, nazionale o planetario.
Trattato dei Sette Raggi Vol. IV° – Guarigione Esoterica – 500/1

