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Superare l’orrore e la paura della morte

Per riassumere, potrei affermare che l’orrore e la paura della morte basa sull’amore per la forma – la nostra, dei nostri cari, dell’ambiente che ci è consueto. È un amore che contrasta con tutto l’insegnamento delle realtà spirituali. La speranza del futuro, che ci liberi da questi terrori senza fondamento, sta nel trasferire l’attenzione dalla forma alla verità dell’anima eterna, cui è indispensabile vivere spiritualmente, in modo costruttivo e divino, immersa in veicoli materiali. E qui riaffiora l’idea di restituzione: mentre i concetti errati svaniscono, avanza quello d’eliminazione, e si perviene al giusto punto focale. Occorre considerare l’idea d’integrazione, per cui l’assorbimento nella vita dell’anima sostituisce l’assorbimento in quella del corpo. Dolore, solitudine, infelicità, decadenza, perdita – sono pensieri destinati a sparire con il mutare della reazione comune alla morte. Quando si saprà vivere come anima, concentrati a livello egoico, e la forma sarà intesa come semplice modalità espressiva, tutte le antiche, dolenti idee sulla morte a poco a poco si disperderanno, e quella grande esperienza sarà vissuta in modo nuovo e con gioia.

Mediante la morte si attua un grande processo di unificazione.

La “caduta di una foglia”, che poi si identifica col terreno che l’accoglie, è un pallido esempio di questo grande ed eterno processo, che si svolge attraverso il divenire, e il morire per effetto del divenire.

(Trattato dei Sette Raggi Vol. IV° – Guarigione Esoterica – 446)

Trattato dei Sette Raggi Vol. IV° – Guarigione Esoterica, 394 – di Alice Bailey

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